La Via Francigena

0_DSCN1622La Via Francigena, Franchigena, Francisca o Romea, è parte di un fascio di vie, dette anche vie Romee, che conducevano dall’Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma. Nel meridione d’Italia, in particolare in Puglia, è attestata inoltre una via Francesca, legata alla pratica dei pellegrinaggi, che taluni accostano alla via Francigena sostenendo esserne la prosecuzione a sud, verso Gerusalemme, benché non esistano prove storiche di tale affermazione.

I primi documenti d’archivio che citano l’esistenza della Via Francesca risalgono al IX secolo e si riferiscono a un tratto di strada nell’agro di Chiusi, in provincia di Foggia, mentre nel X secolo il vescovo Sigerico descrisse il percorso di un pellegrinaggio che fece da Roma, a cui era giunto per ricevere dal Pontefice il “pallium”, per ritornare a Canterbury, su quella che già dal XII verrà largamente chiamata Via Francigena. Il documento di Sigerico rappresenta una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione europea in epoca medioevale, ma non esaurisce le molteplici alternative che giunsero a definire una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino percorreva a seconda della stagione, della situazione politica dei territori attraversati, delle credenze religiose legate alle reliquie dei santi;

Una passeggiata lungo il percorso della via di San Francesco è il modo migliore per conoscere una pregevole riserva naturalistica costituita dalla Macchia di Gattaceca e dalla Riserva del Barco.
La riserva si estende per 997 ettari, tra la valle del fiume Tevere e i Monti Cornicolani con vaste aree destinate a pascolo e a uso agricolo. L’area è tutelata sia per il valore botanico dei suoi frammenti forestali che per l’intenso carsismo che si manifesta con grotte, inghiottitoi, “sventatori” e doline. La Riserva, in cui si estendono gli oliveti da cui si ricava il pregiato olio della Sabina, è sede di aziende agricole private e dell’Istituto Sperimentale di Tor Mancina, che si occupa di zootecnia, fitopatologia e zoologia sperimentale.
Il cammino di fede unisce i monasteri francescani della Valle Santa di Rieti con la Basilica di San Pietro a Roma. Si tratta di una deviazione dall’antica Via Francigena percorsa da molti pellegrini che si recano in visita ad Assisi, ai monasteri nel reatino e proseguono per Roma. Il tratto presente a Monterotondo attraversa la riserva naturalistica e lambisce l’altura di Grottamarozza, un importante insediamento medievale di cui si conservano importanti resti architettonici.

L’itinerario proposto ripercorre il tracciato della Via Francigena di San Francesco della Regione Lazio, territorio nel quale i Sabini hanno gettato le fondamenta della Gens Italica, come fece secoli dopo San Francesco che per quelle vie costruì il proprio lascito valoriale.

Il cammino diventa occasione di aggiornamento sullo stato di percorribilità del percorso ed esplorazione dei punti di contatto con gli itinerari archeologici, naturalistici e culturali del territorio.

Percorso a tappe in due week-end

Secondo week-end

Fara in Sabina – Monterotondo

Partenza da Fara in Sabina. Visita al Museo civico archeologico dei Sabini e partenza per Monterotondo. Visita al territorio di Montelibretti e scavi di Colle del Forno.

Arrivo e pernotto a Monterotondo.

Da Monterotondo a Roma Montesacro (18 km, 5 h, +13, – 125, facile)

Dal duomo di Monterotondo al parco della Marcigliana, visita al sito di Custumerium, una tra le città più antiche del Lazio protostorico. Arrivo alla Chiesa dei SS. Angeli Custodi a piazza Sempione